ASMA GRAVE IDENTIKIT SOLO QUATTRO SU DIECI SI CURANO CORRETTAMENTE PIU’ DELL’80% SOFFRE DI COMORBIDITA’

 



ASMA GRAVE NON È FATTORE DI RISCHIO PER COVID-19

DOTTORE HO L’ASMA. È GRAVE?
“DONAMI UN RESPIRO PER SCONFIGGERE L’ASMA GRAVE”
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Milano, 6 ottobre 2019. L’asma grave colpisce fino al 10% della popolazione complessiva dei soggetti asmatici ed ha un importante impatto sulla qualità di vita delle persone che ne soffrono. Si stima che l’asma grave sia responsabile del consumo di circa il 50% delle risorse dedicate all’asma e che tra i circa 300.000 asmatici gravi italiani più dell’80% soffra di altre comorbidità.

Sono questi i dati da cui parte oggi la campagna nazionale di sensibilizzazione “Dottore ho l’asma. E’grave?” promossa da AAIITO – Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali, patrocinata da Federasma ed Allergie Onlus, in collaborazione con l’Associazione Asma Grave e Respiriamo insieme. Un progetto fortemente condiviso da tutte le componenti mediche e non, che si occupano di asma grave, che si pone diversi obbiettivi: fare chiarezza sulla differenza tra asma e asma grave, informare sul reale impatto epidemiologico della patologia e, soprattutto, sulle conseguenze a cui si può andare incontro in caso di mancata diagnosi o di scarsa aderenza alle terapie.

“La nostra iniziativa – spiega il Dott. Antonino Musarra, Past President AAIITO – punta a far emergere l’asma grave, a favorirne una migliore conoscenza, distinguendola dall’asma lieve-moderata ed a incentivare l’accesso ai centri specializzati nella diagnosi e nella terapia di questa patologia. Riuscire a garantire una diagnosi in tempi certi e definire una terapia adeguata, potrebbe significare dare una soluzione concreta a pazienti che, se non trattati in modo adeguato, possono andare incontro ad un peggioramento sensibile della loro qualità della vita, con riacutizzazioni dei sintomi, limitazioni dell’attività fisica, disturbi del sonno e assenze dal lavoro o dalla scuola. Nei casi più gravi possono essere necessari frequenti ricoveri in ospedale e, talvolta, le crisi più acute e intense possono mettere a repentaglio la vita dei pazienti. I progressi della medicina di precisione e la disponibilità dei farmaci biologici, soprattutto per i pazienti colpiti da asma grave per i quali la terapia inalatoria non funziona adeguatamente sono una realtà concreta che ha fornito risultati molto positivi ed estremamente rapidi.”

L’identikit del paziente con asma grave. “L’analisi dai dati forniti dal Registro italiano sull’asma grave (RAG/IRSA) 1 ha consentito di valutare le caratteristiche generali dei pazienti italiani affetti da asma grave (come età media, peso, esposizione ad inquinanti, fumo di sigaretta e allergeni, presenza di allergia, età di insorgenza dei sintomi, età in cui è stata effettuata la diagnosi, caratteristiche di funzionalità polmonare e di infiammazione bronchiale), la tipologia dei trattamenti utilizzati e la loro efficacia, le patologie associate (le cosiddette comorbidità) – commenta la Dott.ssa Maria Beatrice Bilò, Responsabile Formazione AAIITO – Si tratta indubbiamente di pazienti più complessi dal momento che soffrono spesso di comorbidità, riscontrate in più dell’80% dei casi, in particolare rappresentate da sinusite, reflusso gastroesofageo e poliposi nasale. Tra i risultati più interessanti ma al contempo anche più preoccupanti vi è la bassa percentuale di soggetti con asma controllata (circa il 40%) e l’uso tuttora troppo elevato di cortisonici per via sistemica (in circa il 30% dei casi), nonostante l’attuale disponibilità di farmaci biologici efficaci per la maggior parte dei pazienti.”

Asma grave non è un fattore di rischio per Covid-19. Si potrebbe pensare che i pazienti con asma, in particolare quelli affetti da asma grave, siano potenzialmente più soggetti a sviluppare una infezione da SARS-Cov-2, dal momento che le infezioni virali si associano ad un rischio più frequente di riacutizzazioni asmatiche. Ciononostante, secondo recenti studi, l’asma grave non è annoverata tra le più frequenti patologie associate a tale infezione e quindi non appare come un fattore di rischio per svilupparla. Secondo i dati provenienti dal Registro italiano1 e recentemente pubblicati, il tasso di ospedalizzazione dei pazienti con asma grave che hanno contratto l’infezione non è diverso da quello riscontrato nella popolazione generale, così come la durata media dei ricoveri registrati nel 2020 rispetto a quelli del 2019 per questa tipologia di pazienti. L’asma grave quindi, in pazienti affetti da COVID-19, non ha alcun effetto negativo sul decorso dell’infezione e anche il trattamento con farmaci biologici non sembra avere alcun effetto sull’andamento della patologia.

Da AAIITO e dalle associazioni dei pazienti, arriva l’appello sui social a sostenere #donoilmiorespiro. Ma come si fa a donare un respiro? La risposta è semplice, tutti noi possiamo provare ad essere creativi, donando un respiro con una performance, un canto, un pezzo musicale con uno strumento, o anche solo un breve video accompagnato da #donoilmiorespiro e taggando @dottoreasmagrave. Un appello che fa leva su di una sinergia di altro profilo: salute, cultura ed arte, dove la scommessa, dopo quanto successo durante la pandemia, è tornare a coinvolgere chi per lavoro o per passione, desidera mettere l’arte e la sua capacità di generare contenuti originali e coinvolgenti al servizio delle persone che soffrono di asma grave.

Roy Paci, tra i primi sostenitori della campagna, ecco il suo video intervento:

https://drive.google.com/file/d/1niD3e2haKPppK6sE3bQLxOOYLykNyZVl/view?usp=drivesdk

I canali social di Dottore ho l’asma. È Grave?

https://dottoreasmagrave.it/

https://www.facebook.com/DottoreAsmaGrave/

https://www.youtube.com/channel/UCUGFE9L6N4t_I78S_1dWptw?view_as=subscriber

1 Il registro italiano sull’asma grave (Registro Asma Grave/Italian Registry on Severe Asthma: RAG/IRSA) è stato messo a punto da AAIITO ed AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) ed ha lo scopo di monitorare i pazienti italiano affetti da questa patologia. Il registro raccoglie i dati di 71 centri di allergologia e pneumologia in tutta Italia che hanno incluso nel registro circa 850 pazienti.




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